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| L'Atalante:
cose (mai) viste
Sul sito della Rai si legge che "da oltre
10 anni Fuori Orario racconta il cinema e le immagini che diventano
cinema". Fuori Orario, infatti, propone ogni notte "itinerari
vari: dagli omaggi agli autori, alle cinematografie straniere culturalmente
piú interessanti e commercialmente meno note; a proposte
piú trasversali che seguono temi di attualitá o in
contemporanea al calendario dei Festival cinematografici o alle
uscite dei film nelle sale". La sigla di questo programma notturno,
presentato da Enrico Ghezzi, affianca alle note di "Because
the Night" di Patti Smith e Bruce Springsteen alcuni spezzoni
di un film in bianco e nero, L'Atalante di Jean Vigo (Francia
1934). Di seguito, riporto la trama del film (in tipica forma da
retrocustodia dvd o videocassetta), ed una frase, risalente agli
anni 60, del cineasta spagnolo Luis Buñuel, un commento assoluto,
definitivo:
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Il
comandante di una chiatta a motore, "L'Atalante",
sposa una ragazza di campagna. Subito dopo la cerimonia, porta
la moglie Juliette a vivere sulla chiatta insieme ad un vecchio
marinaio, un ragazzo ed un cane. Fa amare a sua moglie quella
semplice vita il cui itinerario è fissato dagli ordini
della Compagnia, e la cui monotonia è rotta solo dagli
scali. Le fa anche odiare la riva, simbolo di piaceri malsani.
Tuttavia, ad uno scalo, un giovane marinaio, innamorato di Juliette,
le propone di portarla in città e le fa balenare i piaceri
che l'aspettano. La donna rifiuta e l'uomo, sorpreso dal comandante,
viene scacciato dalla chiatta. Ma l'idea si radica nella mente
della giovane e, una sera, lei abbandona "L'Atalante",
prende un trenino e raggiunge la città. Il comandante
rifiuta la proposta fatta dal vecchio marinaio di andare a cercare
sua moglie: "L'Atalante", secondo gli ordini della
direzione, partirà verso altri scali. Quando uno scalo
riporta la chiatta nella zona, il vecchio, malgrado il divieto
del comandante, una domenica va in città, in cerca di
Juliette. Invano percorre strade e bar. Sulla via del ritorno,
la scorge in un negozio, dove sta ascoltando in cuffia una canzone,
e la riporta a "L'Atalante". |
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Buñuel
disse: "Il cinema può andare avanti quanto
vuole, ma non supererà mai e forse non raggiungerà
mai un film come L'Atalante, un film dove c'è
già dentro tutto."
Considerato da alcuni come
il migliore film della storia del cinema, recentemente l'Ermitage
ha messo in commercio L'Atalante in versione dvd. Dalle frasi
riportate, potrebbe sembrare che io abbia visto L'Atalante
almeno una decina di volte, o che sia stato il promotore di
qualche profondo dibattito sul film in un'improbabile sede
cinematografica. La verità è che non l'ho ancora
visto. E un po' me ne vergogno. Ma quello che mi frena è
la paura. Perchè se poi decido di guardarlo e veramente
"c'è già dentro tutto" ed "il
cinema... non supererà mai... un film come L'Atalante",
cosa diavolo facciamo tutte le altre sere io e Steve, che
di norma guardiamo tre pellicole a settimana a casa mia in
mansarda? Dovremmo rassegnarci a vedere una serie di film
vuoti, ripetitivi e presuntuosi se paragonati a L'Atalante?
Ma prima o poi troverò il coraggio. |
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| Dedicato
a LA BELLA GENTE e a tutto il fantastico mondo dei PR, un meraviglioso
estratto dal glamclub Pineta ospite della discoteca Grace
di Arezzo... |
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Il
Monello (The Kid), primo lungometraggio di Charlie Chaplin datato
1921, lo conosciamo tutti.. "un film che vi farà ridere
e forse piangere", come si legge all'inizio tra i titoli. Ma
probabilmente pochi sono a conoscenza di chi, circa 40 anni dopo,
sarebbe diventato il piccolo Jackie Coogan. Le immagini sono eloquenti.
Chi avrebbe mai detto che il monello che tirava sassate ai vetri delle
case, protagonista di scene struggenti con il grande Charlot, avrebbe
acceso, in età matura, le lampadine mettendole in bocca, divertendosi
a far esplodere le cose e consumando mercurio per rianimarsi, nei
panni dello zio Fester nella Famiglia Addams?! |
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Scaricate
questo incredibile sketch del mitico Animal, geniale personaggio
dei Muppets, con l'unica cautela di guardarlo con moderazione: il
motivo alla base del filmato, Mah
na mah na appunto, potrebbe perseguitarvi per giorni, e
potreste contagiare parecchie persone!
Imperdibile il finale con il vecchio Statler e il vecchio Mr. Woldorf.
Una curiosità: Mah na mah
na è nata dalla mente di Piero
Umiliani, compositore e jazzista romano. |
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Mancano
pochi giorni all’inevitabile appuntamento con il capodanno.
Il terribile problema del capodanno.
Dove vado a capodanno.
Cosa faccio a capodanno.
Con chi passo il capodanno.
Capodanno capodanno.
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Gravosi
quesiti. Remote e controverse possibili risposte hanno agitato per
giorni le nostre menti, ripensamenti, insicurezze, ansie da prestazione.
Quando dal cielo, come un autentico “deus ex machina”,
arriva nei telefoni cellulari di molti la soluzione, sottoforma
di messaggio sms, divino forse, sicuramente risolutore: o tanto
sperata ancora di salvezza! Recita più o meno così
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CAPODANNO!
Questo 31-12 la FESTA è al *** (MO), Cenone-Amici-Drinks-Baracca-Disco
con djs, 3 sale, TANTA BELLA GENTE!
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Capito?
...tanta bella gente tanta bella gente tanta bella gente tanta bella
gente baracca baracca baracca baracca amici amici amici amici amici
amici amici amici djs djs djs djs djs djs tanta bella gente tanta
bella gente tanta bella gente tanta bella gente tanta bella gente
tanta bella gente tanta bella gente tanta bella gente tanta bella
gente tanta bella gente tanta bella gente tanta bella gente...solo
queste parole nella mia mente...
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| Pietrificato,
soprattutto per l’aver ricevuto altri messaggi come questo,
contenenti concetti di eguale spessore, vi faccio i miei più
sinceri auguri per il nuovo anno, con un paio di raccomandazioni:
vagliate con attenzione le varie proposte per la festa di capodanno,
diffidando da questi dannati squali affamati, vampiri succhiasoldi
e mercanti di rapporti umani e ricordate che il divertimento è
figlio dei nostri sentimenti e delle nostre passioni, che nessuno
può venderci. |
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L’idea
è che un giorno una ragazza, camminando per strada, magari
guardando qualche vetrina di quelle ‘veramente alla moda’,
abbia casualmente gettato l’occhio sul fondo dei propri jeans,
ed abbia avuto una terribile sorpresa: fondo rovinato, consumato
da giorni e giorni di passeggiate, magari sotto la pioggia, da scarpe
troppo basse o da un improbabile parassita del jeans.
Il dramma della sua mente è la presenza di centinaia di persone
che stanno fissando il suo malandato fondo, e stanno quindi declassando
la sua persona automaticamente alla condizione di paria.
Casa sua è troppo lontana, come quindi l’idea di potersi
cambiare i pantaloni. |
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L’unica
soluzione per non perdere la faccia davanti al mondo intero è
infilarsi i pantaloni dentro quegli stivali che il destino benevolo
ha voluto indossasse quella mattina. Ma nessuna ragazza intorno a
lei indossa pantaloni dentro stivali, nessuna, nessuna, nessuna. E’
un incubo. Ma ad un certo punto sente dentro di lei crescere una specie
di spirito pionieristico, incoraggiato da una ormai decennale voglia
latente di andare per le strade vestita da cavallerizza.
Quindi si inginocchia. Apre la cerniera laterale degli stivali. Infila.
Ora non importa quali sensazioni abbia provato
in seguito. Ma in quell’istante, quando l’audace cerniera
si richiuse completamente, decine di ragazze volsero il loro attento
sguardo su quella sfortunata ragazza, il cui gesto fu dettato nient’altro
che dalla propria necessità. Gli animi sconvolti di queste
ragazze sentirono finalmente il rumore di catene spezzate, gustarono
il sapore del riscatto e della libertà. FINALMENTE E’
TORNATA LA MODA DEI PANTALONI DENTRO GLI STIVALI! GIOITE! GODETE!
INFILATE!
Cosa è successo in seguito lo sappiamo
bene. Molte donne, dai 20 ai 40 anni circa, in questi giorni vanno
per le strade fiere di assomigliare a cavallerizze, protagoniste
della propria vita, e felici del ritorno di una moda che non tarpa,
ma dà libero sfogo ai loro intimi desideri, ignare del fatto
che la loro legittimità nasce dal dramma interiore di una
ragazza qualunque, dal caso e non dalle indicazioni dettate da qualche
stilista o da qualche personaggio di spicco dello spettacolo o della
televisione.
Ho parlato di donne, ma avrei potuto parlare
di uomini allo stesso modo.
Quello che voglio dire è
vestitevi come vi sentite o come avreste sempre voluto. Non aspettate
che le mode vi diano delle indicazioni particolari e vi diano il
permesso o meno di indossare certe cose. Perché la moda non
è altro che un cane che ha come unico compito quello di radunare
le pecore in un unico gregge.
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Ecco
lo spirito del Natale. È tutto qui. Concentrato in questa
faccetta. Un misto di umiltà ed ottimismo. Da qui, una lista
di quelle che considero “indispensabili visioni natalizie”,
atte a proiettare l’individuo in tale atmosfera. Da consumarsi
preferibilmente entro il 25 dicembre. |
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Canto
di Natale di Topolino
(Mickey’s Christmas Carol, 1983, Walt Disney)
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La Vita
è Meravigliosa
(It’s a Woderful Life, 1946, Frank Capra)
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Ricomincio
da Capo
(Groundhog Day, 1993, Harold Ramis) |
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S.O.S. Fantasmi
(Scrooged, 1988, Richard Danner) |
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Una Poltrona
per Due
(Trading Places, 1983, John Landis) |
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Nightmare
Before Christmas
(1993, Tim Burton) |
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Mamma, Ho
Perso L’Aereo
(Home Alone, 1990, Chris Columbus) |
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Vacanze di
Natale
(1983, Carlo Vanzina) |
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Gremlins
(1984, Joe Dante) |
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